12/10 Carson City-Bodie-Mono Lake

12 ottobre: Carson City – Bodie (California) –Mono Lake km220 – km parziali USA 3930
Giornata con viaggio più breve del solito ma caratterizzata da cielo azzurro, temperatura elevata e bel sole, dopo la sveglia al Best Western di Carson City andiamo a visitare il Nevada State Museum di Carson City, incredibile la capacità degli Usa di valorizzare la loro breve storia, si parte dalla fondazione della città (Kit Carson, l’esploratore fu il pioniere che la fondò), ai primi casinò, ci sono delle slot machine di fine 800 che sono dei capolavori di bellezza e di ingegneria meccanica, il Nevada era senza tassazione sul reddito anzi su nulla (non so fino a che anno) si parla poi dei pellirosse che abitavano qui, delle miniere, delle ghost town, della storia geologica, dell’archeologia, (c’è anche una riproduzione fedele di un mammuth trovato nel black rock desert), ampio spazio alle armi da fuoco dalle colt del vecchio west per arrivare ai moderni mitragliatori (ritrovo anche il Garand, fucile USA del 1945 usato per lo sbarco in Normandia ed utilizzato dal sottoscritto durante il servizio militare nel 1989/1990… no comment). Ampia sezione dedicata anche alle monete, a come venivano coniate, agli esperimenti nucleari degli anni 50 e 60 (26 esperimenti)  insomma un museo interessante dove trascorriamo 2 ore piacevoli. Ci fermiamo poi a pranzo sempre a Carson City in un ristorante tipico (Grill 395 old se ben ricordo), mangiamo puntine di maiale alla griglia, piatto copiato da noi dal signore di colore nel tavolo a fianco al nostro, col quale scambiamo qualche parola sul Nevada (lui è originario di Chicago ed ha seguito la figlia che è qui per studiare), Francesca ordina una birra e la cameriera le chiede di mostrare un documento d’identità per verificare se è maggiorenne, Francesca è felice come una Pasqua.
Dimenticavo, lo stato del Nevada ha solo 2,2 milioni di abitanti e penso che almeno 1,8 milioni abitino a Las Vegas, incredibile, del resto è quasi tutto desertico.
Ripartiamo alla volta della California dove arriviamo dopo circa un’ora un quarto (solito posto di blocco, ma questa volta non ci chiedono se portiamo frutta ma solo da dove arriviamo, al che elenco un numero imprecisato di località a partire da Vancouver).
A Brigdeport ci fermiamo a scattare delle foto e Francesca trova per terra una patente di guida di un 40enne della California, indecisi sul da farsi decido di portarla alla polizia, lungo la strada incontro un SUV della Highway Patrol, mi fermo e mi avvicino facendo ben vedere le mani, anzi tenendole alzate (salutando, si sa mai che pensi che sia un malintenzionato), il poliziotto mi chiede in cosa può aiutarmi al che gli dico di aver trovato vicino a Bridgeport, sulla strada, la patente (che gli consegno) il poliziotto mi ringrazia caldamente.
Arriviamo infine a Bodie, la Ghost Town di cui ci siamo innamorati nel viaggio del 2007, si trova a quota 2500 metri ed è stupenda, al posto di entrata non ci sono ranger ma c’è un cartello (come in altri parchi del resto) che invita a pagare al self service, si tratta di una busta in cui si inseriscono i soldi (7 $ a testa), si tiene la matrice che si mette sul vetro dell’auto e la busta si inserisce in una sorta di cassetta delle lettere, appena terminiamo di dire “figurati se facessero una cosa così in Italia, non pagherebbe quasi nessuno”, quando sento la voce di due italiani (i primi in 12 giorni) le parole della stronza sono state “abbiamo rischiato di prendere la multa non pagando”, porca di quella t…. penso, sempre i soliti siamo.
Ma non siamo tutti uguali, un minuto dopo trovo per terra un cellulare, chiedo ad una signora americana che sta salendo in auto se è suo e lei mi risponde “Oh yes, wonderful thank you”. Nell’ordine in questa vacanza abbiamo trovato per terra: 5 Euro al JFK, 0,5 dollari in monete all’aeroporto di Portland, una patente, un cellulare eh eh.
Bodie e per questo rimando al diario del viaggio tenuto nel 2007, era la seconda città più abitata della California a fine 1800, circa 10.000 abitanti, purtroppo gran parte è andata distrutta in un incendio negli anni 30 ma quello che è rimasto (è parco dal 1962) fa veramente respirare l’atmosfera del vecchio West con tanto di Saloon, chiesa, scuola, ecc..
Riusciamo ad entrare nel museo per pochi minuti (chiude alle 16, sgrunt), la gestrice è di origine italiana (il padre era di Genova), ci consegna qualche brochure e mi fa vedere alcune foto con la neve a Bodie (anche 3 metri di neve in inverno, spettacolare), lei abita qui (come dire da noi, abitare in cima ad una montagna del Lagorai, il paese più vicino è a 30 km e la strada è in parte sterrata), con lei abitano anche dei ranger, che vivono lì anche d’inverno.
Terminiamo la visita alle 17 in punto (qui non si scherza con la puntualità), un ranger con SUV alle 16.55 passa nelle strade col microfono dicendo che fra cinque minuti si chiude e continua così fino alle 16.59 (i minuti calano), nell’auto ha fucile a pompa e fucile mitragliatore.
Incontriamo due francesi (una è identica alla mia cugina Kristiane, tanto che penso sia lei), in realtà sono di Manosque vicino ad Aix en Provence.
La temperatura a Bodie è di 20°C (molto caldo per la quota), ma salendo da Carson City a quota 2100 siamo arrivati a 24°C.
Scendiamo da Bodie al tramonto scattando delle foto fantastiche ai panorami ed ai boschi di betulle con dei colori autunnali incredibili, il vero “foliage” è qui, arriviamo poi pian piano  al Mono Lake (spettacolare), a quota 2050 metri dove ci fermiamo a dormire (ci sono tre alberghi due esauriti) al Lake View Lodge, dove le camere sono finite, prendiamo qui un lodge (prezzo da film) che è una piccola casetta con soggiorno-cucina, bagno e due camere (di cui una senza finestre, inquietante). Per una volta la camera (essendo un appartamentino) non è “all moquette”, perché fino ad ora tutte le camere avevano moquette ovunque, ed abbiamo visto pure bar con la moquette per terra.
Prendiamo per la prima volta in un market dei viveri per fare colazione in appartamento l’indomani.
Ceniamo in un ristorante vicino all’hotel (l’unico peraltro) e visto il cognome dei gestori (Pinnizzotto’s) chiedo se sono italiani, il ragazzo alla cassa (poco simpatico) mi dice che sono originari della Sicilia, incredibile, la cucina era comunque tipicamente USA con l’aggiunta dei camerieri messicani, fino ad ora nel viaggio non avevamo incontrato ispanici, certamente sono più “insediati” in California.
Dopo cena dopo aver scritto il diario del giorno e selezionato le foto per il sito (scattate oltre 500 foto in un giorno), mi reco nella hall dell’hotel (internet c’è solo lì), ma non riesco a collegarmi, hanno un internet via satellite ma il segnale è scarso, rinvio l’aggiornamento al giorno dopo così posso godermi il weather channel.
 

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